Nuove regole per la prevenzione incendi.

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Lo scorso 7 ottobre è entrato in vigore il D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151  con cui si è voluto completamente riscrivere le regole del procedimento amministrativo in tema di prevenzione incendi. 

Sul tema sono poi intervenute, succedendosi con frequenza, note e circolari ministeriali di chiarimento interpretativo e operativo.

L’idea di fondo ispiratrice del regolamento è la ripartizione della disciplina sulla base della potenziale pericolosità delle attività ad essa assoggettate, prevedendo oneri e procedure con effetti differenziati.

In virtù di questo, in sostituzione delle 82 attività già indicate nel Decreto ministeriale 16 febbraio 1982, sottoposte ad una disciplina indistinta (costituita dal parere di conformità propedeutico al CPI e dichiarazione di inizio attività), il D.P.R. n. 151/2011 individua 80 attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi, ripartite nelle tre categorie denominate“A”, “B” e “C”, ognuna delle quali sottoposta ad una specifica disciplina in rapporto al rischio connesso allo svolgimento dell’attività, alla presenza di regole tecniche e alle esigenze di tutela della pubblica incolumità.
 

In particolare, con riferimento alle attività riconducibili alla categoria A) dell’allegato I al Decreto (soggette a norme tecniche che, sulla base delle evidenze statistiche, non sarebbero suscettibili di provocare rischi significativi per la pubblica incolumità) non viene più previsto il preventivo parere di conformità da parte dei Vigili del Fuoco.
I progetti relativi a tali attività dovrebbero essere presentati nel contesto documentale correlato ad una SCIA (la Segnalazione Certificata di Inizio Attività con efficacia “abilitante” immediata) e, per le attività d’impresa per le quali si innesca la competenza dello Sportello Unico Attività Produttive, essi verrebbero ad essere incardinati nel procedimento automatizzato (e quindi avviato su base telematica, non più cartacea) di cui al Capo III del D.P.R. n. 160/2010. 

Inevitabile intravvedere le importanti ricadute e il rilevante aggravio operativo per il SUAP.

A seguito dei primi incontri, approfondimenti e accordi intrattenuti tra il Comando Provinciale dei VV.F. di Milano e la nostra Direzione, con il coinvolgimento in prima battuta anche dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, riteniamo indispensabile informare l’utenza sullo stato attuale delle procedure.

Il Comune di Milano e il Comando VV.F. di Milano hanno infatti  avviato lo studio della fattibilità per la presentazione telematica delle pratiche, in risposta al dettato del DPR 151/2011.

Considerata la complessità organizzativa ed il volume delle pratiche potenzialmente interessate, il nuovo assetto definitivo richiederà la revisione dei processi e l’apprestamento di soluzioni tecnologiche adeguate, che ad oggi non consentono ancora di quantificare con precisione i tempi di realizzazione.

Al momento, per consentire all’utenza, professionisti e cittadini di poter fruire del servizio si è concordato che sia utile ed opportuno continuare a presentare le pratiche antincendio seguendo la tradizionale modalità e prassi (consegna cartacea presso il Comando VV.F.) utilizzando la modulistica del sito
www.vigilfuoco.it.

Sarà cura del Comune e del Comando VV.F. veicolare informazioni sullo sviluppo delle procedure attraverso i propri portali istituzionali e relazionare in proposito alle associazioni professionali e di categoria interessate.